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Cos'è il bullismo?

Cos’è il bullismo?
Cos'è il bullismo?

Tempo di Lettura: 9 Min

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Publish Date: 11 May 2022

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Updated Date: 21 July 2022

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Con il termine bullismo s’intende definire un comportamento aggressivo ripetitivo nei confronti di chi non è in grado di difendersi. Solitamente, i ruoli del bullismo sono ben definiti: da una parte c’è il bullo, colui che attua dei comportamenti violenti fisicamente e/o psicologicamente e dall’altra parte la vittima, colui che invece subisce tali atteggiamenti.
Indice:

Che cos’è il bullismo

Secondo le ultime statistiche il bullismo e il cyberbullismo sono una delle minacce più temute dagli adolescenti, un fenomeno che si è ingigantito durante il periodo di pandemia in cui i ragazzi sono stati più esposti al mondo digitale e hanno avvertono sempre di più un senso di solitudine.

I dati rivelano che 6 ragazzi su 10 non si sentono sicuri sul web ed esprimono sofferenza per episodi di violenza psicologica subita online da parte di coetanei, quasi il 45% della ragazze segnala un forte disagio provato nel ricevere online commenti non graditi di carattere sessuale. Dall’altro lato il fenomeno è complesso perché l'8% delle ragazze e quasi il 15% dei ragazzi ammettono di aver compiuto atti di bullismo o di cyberbullismo, allora noi ci chiediamo di fronte a questa situazione:

  • chi è il bullo?
  • quali sono i segnali di allarmi a cui prestare attenzione in ogni contesto educativo?
  • a cosa prestare attenzione?
  • Come aiutare i ragazzi per farli sentire più protetti e a farle navigare sereni nel web?

Come aiutare non solo le vittime ma anche capire chi è il bullo e dare un supporto a chi si rende responsabile di tale azione perché fenomeno ha due facce, sono due i soggetti coinvolti e entrambi spesso minorenni.

Chi è il bullo?

Quando si sente parlare di bullismo sorge spontanea la domanda: chi è il bullo? A differenza delle vittime, i bulli appaiono spesso come persone caratterizzate da un’alta autostima Combinata anarchismo e manie di grandezza.

Il bullo agisce per esercitare il suo potere e di solito viene condiviso con il gruppo è con gli altri soggetti che osservano, senza il loro pubblico i bulli perdono il loro ruolo di dominio e spesso perdono interesse a portare avanti le loro azioni prevaricatrici punto nella situazione in cui si subisce bullismo è molto importante non dare troppo peso al bullo, più gli dai peso più gli dai soddisfazione. Cerca di non farti invadere dalla negatività di quello che accade, per farlo può essere utile capire chi è davvero il bullo. Per rendere più chiaro questo concetto proviamo a fare un identikit del bullo, forse questo ti può aiutare a non subire completamente la sua presenza e a non essere invaso solo dalla paura e dall’impotenza punto i bulli sono ragazzi:

  • con personalità arrogante inclini al narcisismo

  • hanno la tendenza a dominare

  • Spesso hanno uno scarso rendimento scolastico

  • Sono aggressivi e impulsivi

  • Non rispettano le regole e usano la violenza per raggiungere i loro scopi

  • Non sono empatici

Scelgono di mettere in atto la parte del bullo come se fosse l’unica possibilità di scelta identitaria che al momento possa avere un senso per loro, altrimenti c’è il vuoto e la paura. In qualche modo non hanno scelta virgola non sanno fare altro punto di solito sono ragazzi che avrebbero bisogno di essere aiutati.

Ciò che può sembrare strano è che proprio la vittima di bullismo oltre a maturare la probabilità dell’insorgenza di disturbi, può diventare un bullo a sua volta.

Come riconoscere il bullismo ?

Dopo aver capito chi è il bullo, proviamo a capire più nello specifico cos’è questa piaga sociale. Il termine bullismo si riferisce a comportamenti aggressivi messi in pratica prevalentemente in ambito scolastico, un fenomeno sociale deviante e che sta diventando un’esperienza quotidiana sempre più diffusa tra i giovani. Si tratta di una forma di malessere sociale, un’esperienza di prevaricazione attraverso atti invalidanti che possano avere conseguenze negative sul ragazzo non solo nel momento in cui vengono subite ma anche nel lungo periodo perché possono lasciare un segno negativo nell’identità del giovane.

Il bullismo prende forma attraverso aggressività messa in atto da un singolo o da un gruppo a danno di una persona più fragile con l’intento di danneggiarla, è importante sapere che non sempre i comportamenti aggressivi possono rientrare nel bullismo perché si possa parlare di bullismo è necessario che vi siano le seguenti caratteristiche:

  • La reiterazione nel tempo, si tratta di azioni continuative reiterate nel tempo E non una sola volta
  • La persecutorietà, una forma di accanimento costante e prolungato nei confronti della stessa persona
  • La simmetria, la persona che subisce ovvero la vittima e in una posizione di asimmetria perché è più fragile, spesso isolata e tende a subire
  • L’intenzionalità, le prevaricazioni vengono agite con il preciso intento di ledere

Quali sono i contesti del bullismo?

Uno dei contesti principali del bullismo tra i giovani e la scuola ma non vi sono esenti il gruppo di amici, il parco, i mezzi pubblici e i centri sportivi cioè contesti di vita quotidiana dei ragazzi dove trascorrono la maggior parte del proprio tempo.

Differenze tra bullismo e cyberbullismo

Da un po di anni è sempre più diffuso anche il bullismo online ovvero il cyberbullismo, in questo caso il ragazzo viene preso di mira attraverso i social network, i giochi online, conversazione via chat oppure forum.

Il cyberbullismo è definito come un atto di aggressività, intenzionale condotto da un individuo o un gruppo usando varie forme di contatto elettronico, ripetuto nel tempo contro una vittima che non può facilmente difendersi. Esso ha però delle caratteristiche identificative proprie: il bullo può mantenere nella rete l’anonimato, ha un pubblico più vasto, ossia il Web, e può controllare le informazioni personali della sua vittima.

Il cyberbullismo in genere rientra nel contesto del normale bullismo.

I segnali che possono aiutare un genitore o un amico a capire se ci si ritrova davanti ad una vittima di cyberbullismo sono i seguenti:

– Utilizzo eccessivo di internet

– Chiudere le finestre aperte del computer quando si entra nella camera

– Rifiuto ad utilizzare Internet

– Comportamenti diversi dal solito

– Frequenti invii attraverso Internet dei compiti svolti

– Lunghe chiamate telefoniche ed omissione dell’interlocutore

– Immagini insolite trovate nel computer

– Disturbi del sonno

– Disturbi dell’alimentazione

– Disturbi psicosomatici (mal di pancia, mal di testa, ecc)

– Mancanza di interesse in occasione di eventi sociali che includono altri studenti

– Chiamate frequenti da scuola per essere riportati a casa

– Bassa autostima

– Inspiegabili beni personali guasti, perdita di denaro, perdita di oggetti personali.

Il cyberbullismo non caratterizza solo gli adolescenti, purtroppo anche gli adulti risentono di tale fenomeno, in particolare sul luogo di lavoro. I risultati delle ultime ricerche hanno evidenziato che un 14-20% li ha vissuti almeno una volta alla settimana, con un’incidenza simile al bullismo tradizionale.

Quali sono le conseguenze psicologiche del bullismo?

Il bullismo fa molto male a chi lo subisce in quanto agisce come un accanimento costante nei confronti di una persona e per questo va a ledere e logorare giorno per giorno l’autostima di chi la subisce appunto il fatto di non riuscire a reagire e difendersi, il venire isolati dal gruppo e dal contesto sociale possono generare degli effetti psicologici come:

  • i sensi di colpa

  • la vergogna

  • disturbi depressivi

  • disturbi comportamentali

  • tendenza all’isolamento sociale

  • disturbi del sonno

  • disturbi dell’appetito

  • disturbi psicosomatici

  • attacchi di panico

Rimanere a lungo nel ruolo di vittima può avere delle conseguenze molto serie nelle persone che subisce e nei casi più gravi può anche portare al suicidio, ma ora vediamo come si diventa vittima di bullismo.

Chiunque può diventare vittima di bullismo indipendentemente dal sesso dalla classe sociale ma tuttavia ci sono delle caratteristiche che possono favorire l’essere presi di mira, come ad esempio:

  • L’essere sensibile, riservati o timidi

  • Avere difficoltà relazionali e quindi avere pochi o nessuno amico

La maggior parte degli studi condotti nel settore si trova d’accordo nel sostenere che le vittime di bullismo hanno una bassa autostima, un’opinione negativa di sé e delle proprie capacità.

Come combattere il bullismo?

La situazione è molto delicata e non può essere ignorata, è fondamentale la denuncia e la segnalazione di ogni atto di bullismo da parte degli adulti di riferimento. In questo caso giocano un ruolo fondamentale anche gli spettatori dell’episodio che sono tenuti a denunciare.

Se sei un giovane e subisci atti di bullismo, è possibile che tu stia provando in questo momento vergogna e paura per quello che vivi giornalmente ma ti voglio dire anche che questi sentimenti sono normali. Purtroppo la paura la vergogna però giocano un ruolo pericoloso poiché spesso paralizzano e inibiscono la possibilità di parlare e chiedere aiuto, inoltre, peggiorano il senso di responsabilità per quello che ti sta succedendo spingendoti a sentirti in colpa. A questo punto è importante chiarire che la vittima non ha nessuna responsabilità di quello che subisce, non è colpa tua!

È importante non isolarsi e cercare aiuto alle persone vicine.

Parlare con una persona di fiducia e cercare una strategia per denunciare questi episodi, se gli atti aggressivi di bullismo vengono subiti a scuola potrebbe essere utile parlarne con gli insegnanti, magari con l’insegnante che ti sembra più sensibile a questi temi e del quale ti sembra di poterti fidare. Nel prossimo paragrafo andremo a capire qual’è il compito degli adulti che si trovano a vedere da vicino il bullismo e a capire più da vicino chi è il bullo e perché mette in atto comportamenti che ledono il benessere degli altri.

Cosa possono fare gli adulti

Davanti al fenomeno del bullismo l’adulto è chiamato a svolgere compiti educativi complessi e per questo è importante che disponga di tutti gli elementi necessari per essere informato su come proteggere al meglio e aiutare i ragazzi vittime di bullismo.

È compito degli adulti, dei genitori, degli insegnanti, degli educatori sportivi essere molto attenti ad eventuali episodi di bullismo. Spesso i ragazzi vittime di atti di prevaricazione non si confidano con i genitori o con i coetanei per vergogna o perché pensano di dare una delusione ho una preoccupazione punto

Come aiutare i propri figli

Come genitori è importante non essere passivi, il primo passo da compiere e di individuare il migliore alleato per affrontare questa situazione . È fondamentale non stare in silenzio e considerare la situazione come pericolosa e di estrema urgenza. Se questi episodi accadono a scuola bisogna rivolgersi al personale scolastico preposto a questo tipo di interventi. È importante inoltre monitorare la condizione affettiva del ragazzo prestando attenzione a comportamenti o eventuali segnali di disagio che potrebbero fare ipotizzare ad una situazione di bullismo. Alcuni segnali di malessere potrebbero essere:

  • Si ammala spesso

  • Non vuole andare a scuola

  • Quando torna è triste o abbattuto

  • Non amici o ne ha molto pochi

  • Perde i libri

  • Ha gli oggetti danneggiati come ad esempio la cartella

  • Ha un calo nel rendimento scolastico e può avere anche difficoltà nel sonno

  • Atti di aggressività improvvisa e insolita

In presenza di questi sintomi è opportuno approfondire la situazione e non restare indifferenti.

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